Posted on Sep 5, 2008
L'esistenza di una razza aliena di robot senzienti potrebbe essere non solo possibile, ma inevitabile. In effetti potremmo vivere in questo momento in un universo "postbiologico", in cui da qualche parte extraterrestri intelligenti si sono scambiati cervelli biologici per quelli artificiali. La guida è un fattore pragmatico nel desiderio di migliorare la capacità mentale. Esseri extraterrestri possono aver raggiunto un punto in cui la loro evoluzione, dopo aver esaurito il potenziale del cervello biologico, ha adottato un altro passo logico ossia quello di optare per un cervello robotico, dotato di intelligenza artificiale.
Questo cervello non è tanto lontano dall'uomo, come si potrebbe pensare. In pochi decenni, la rivoluzione al computer qui sulla Terra ha prodotto supercomputer in grado di eseguire più di un quadrilione di dati al secondo (in accordo ad una ricerca di Hans Moravec, esperto di intelligenza artificiale presso la Carnegie Mellon University, il tasso di vittoria del cervello umano è compreso in una stima che porta ad una velocità massima di 100 trilioni di calcoli al secondo). Alcuni scienziati ipotizzano che in pochi decenni, si verificherà la cosiddetta Singolarità Tecnologica e armati di macchine con cervelli computerizzati diventeranno senzienti e supereranno l'intelligenza umana.
Civiltà dotate di tecnologie anni luce più avanti delle nostre potrebbero aver già sperimentato la Singolarità migliaia o addirittura milioni di anni fa. E' probabile che una tale razza robotica esista? Considerate le attuali limitazioni della biologia come la conosciamo e la necessità di migliorare l'intelligenza, direi che le possibilità sono maggiori di 50/50. Detto questo, se esseri postbiologici esistessero, potrebbero non essere interessati a noi tutti. Il divario tra loro e la nostra mente può essere così grande che la comunicazione sarebbe impossibile oppure si potrebbe considerare che noi siamo troppo primitivi per giustificare la loro attenzione.
Dichiarazioni di Steven J. Dick, Capo storico della NASA e Astrofisico specializzato in Astrobiologia e Universo Postbiologico.
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The existence of a race of sentient alien robots might be not just possible, but inevitable. In fact, we might be living in a "postbiological universe" right now, in which intelligent extraterrestrials somewhere have exchanged organic brains for artificial ones.
The driving factor is a pragmatic desire to improve mental capacity. Alien beings may have already reached a point in their evolution where, having exhausted the potential of their biological brains, they have taken the next logical step and opted for robotic brains equipped with artificial intelligence.
This brain swap may not be as far off for humans as one might think. In only a few decades, the computer revolution here on Earth has produced supercomputers capable of performing more than a quadrillion calculations per second. (According to research by Hans Moravec, an artificial-intelligence expert at Carnegie Mellon University, that rate trumps the human brain's estimated top speed of 100 trillion calculations per second.) Some scientists speculate that in a few decades, an event called the technological singularity will occur, and machines armed with computer brains will become sentient and surpass human intelligence. Civilizations equipped with technology light-years ahead of our own could have already experienced the singularity thousands, or even millions, of years ago.
How likely is it that such a robotic race exists? Given the limitations of biology as we know it, the force of cultural evolution, and the imperative to improve intelligence, I'd say the chances are greater than 50/50. That said, if postbiological beings do exist, they might not be interested in us at all. The gulf between their minds and ours might be so great that communication is impossible, or they might consider meatheads like us too primitive to warrant their attention.
Steven Dick, NASA chief historian and an astrophysicist specializing in astrobiology and the postbiological universe
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