Ruggero Deodato prima di divenire "
Monsieur Cannibal", qui regista di un cinico gioco delle parti a forti tinte erotiche, sceneggiato con abbondanza di colpi bassi dal trio
Gianlorenzo Battaglia,
Lamberto Bava e
Fabio Pittorru.
"Giorgio, un cinico industriale, e la sua compagna-amante Silvia, accolgono a bordo del loro yacht una giovane coppia di vagabondi, Irem e Barbara. Una volta preso il largo, l'atmosfera sull'imbarcazione comincia a farsi rovente, con il gioco degli scambi di partner. Ma è presto chiaro che la natura di Giorgio è quella di un sadico vizioso, pronto a trasformare la gita in un'occasione per sfogare i suoi istinti più bassi..." (Filmscoop.it)"
Evitando a priori qualsivoglia verosimiglianza e realismo narrativo, la pellicola evidenzia fin da subito il suo status di cult, non tanto per il proliferare (in maniera mai tanto evidente) di bottiglie di un noto scotch whisky del tempo e per le folli musiche del maestro
Giombini, quanto per la sconvolgente presenza fisica di una delle starlette più affascinanti degli anni '70: la romana
Silvia Dionisio.
Compagna (all'epoca) del regista, la
Dionisio sfoggia un viso e ed un corpo che diverranno di diritto il simbolo stesso del film, un'icona di sensualità travolgente che capeggerà sia nelle locandine nazionali che nelle edizioni estere. Inconfutabilmente la generosità dell'attrice nel non negarsi a scene di nudo integrale contribuì, in maniera non secondaria, al successo di questo thriller atipico e claustrofobico. Girato quasi totalmente su un lussuoso yacht (e per la restante parte nella stupenda Cefalù), la forza propulsiva della messa in scena è tutta incentrata sull'interessante cast artistico, in perenne duello sociale eppure istintivamente aperto a grottesche "tregue sessuali".
Persino il marmoreo
Al Cliver (alias
Pierluigi Conti) risulta azzeccato all'interno dell'inquietante meccanismo ad orologeria, intervallato con progressiva frequenza dalle sadiche escandescenze del bravissimo
John Steiner, volto storico del poliziottesco Italiano (
Roma Violenta,
La polizia è al servizio del cittadino?,
Milano Violenta).
Simpatico cameo del figlio del regista
Saverio Deodato, nella parte del bambino che instaura con Irem la surreale discussione sulla realtà che ci circonda.
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