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    <title>macchinazioniteatrali</title>
    <link>http://virb.com/macchinazioniteatrali</link>
    <description><![CDATA[MacchinazioniTeatrali nasce nel 2000 allo scopo di indagare e promuovere un progetto di ricerca nell’ambito delle arti performative (musica, danza, teatro dell’immagine e della parola) e delle nuove tecnologie. L’attività della compagnia si concretizza principalmente nell’ideazione e rappresentazione di performances e spettacoli teatrali ma anche nella crezione e allestimento di installazioni e spazi interattivi.

Il progetto cresce e si sviluppa intorno a:
Franco Quartieri musicista, regista, nonché ideatore e progettatore d’illuminotecnica e di materiali scenici di tipo sonoro dei quali è anche interprete musicale;
Barbara Chinelli danzatrice, regista e animatrice d’ombra che ha condotto un lungo percorso di ricerca nello sviluppo della composizione coreografico-teatrale quale contaminazione e fusione di molteplici linguaggi;
Federico Moro organizzatore di eventi culturali ed artistici, rassegne e performances che ha svolto una lunga attività di ricerca in materia di cultura giovanile e sviluppo sociale.

Dal 2008 collaborano allo sviluppo del progetto:
Pier Paolo Bassi, responsabile tecnico
Maria Elena Fermi, responsabile accoglienza ed organizzazione eventi

Dal mese di aprile 2009 MacchinazioniTeatrali è presente all’interno del centro di produzione culturale “La fabbrica del vapore” di Milano con un proprio spazio teatrale che, oltre ad ospitare l'attività della compagnia, si propone come spazio aperto alla realizzazione di progetti culturali, artistici e di formazione nell’ambito della ricerca e della sperimentazione, facendo della promiscuità di pubblico e di generi la sua prerogativa.
Uno spazio che non si limiti ad essere luogo delle opportunità per chi sta dentro e luogo del desiderio per chi sta fuori ma che intrattenga un rapporto costruttivo e continuo con il pubblico e la città nello scenario culturale internazionale, nella convinzione che una casa debba essere costruita per essere aperta, mobile, libera, con la ditta di traslochi sempre al lavoro e le carovane transahariane che bussano alle porte, con i quadri alle pareti che si ridisegnano ogni giorno e i letti su cui si riposa solo una notte.]]></description>
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