post a comment | posted May 31
S.K.E.T.
'Baikonur'
(HANDS/Audioglobe)
Geometrie industrial ritmiche spaziali ipnotizzano il dancefloor di raggi cosmici e fluidi densi.
La missione intrapresa con successo da 'Aktivist' un anno fa continua nello spazio siderale. Unit-299-09 e Unit-298-09 si scoprono cosmonauti, installano le macchine nell'abitacolo del veicolo spaziale S.K.E.T. e si preparano a partire per un nuovo viaggio nell'orbita del technoise industriale. La partenza è prevista dal Cosmodromo di Baikonur, situato in Kazakhistan, la base di lancio più grande e antica del mondo da cui Sputnik e Gagarin, ovvero le prime forme artificiali e umane, sarebbero diventati pionieri di mondi extraterrestri, e che rappresenta il centro di connessione concettuale che raccoglie la prospettiva storica sovietica (a cui il duo è legato da un vincolo profondissimo) e il progresso tecnico scientifico. Da questo leggendario avamposto, il rhythmic noise sfacciato e incontenibile del debutto viene scansionato, analizzato e riprodotto in una nuova forma; l'azione irruente viene reinterpretata attraverso la maturità del pensiero contemplativo in un nuovo percorso in perfetto equilibrio tra industrial e soffici ambientazioni siderali senza gravità, come se ora il background technoide fosse dotato di una inedita leggerezza, libero di muoversi nello spazio interstellare impalpabile. L'industrial noise ritmico avverte le tracce armoniose custodite dalla tecnologia, la seduzione della matematica che sa essere sexy; l'urgenza del beat technocrate sfrega sulle superfici di metallo e silicio e diventa scintillante nel prodigioso incanto di un orizzonte avvolto da vortici concentrici e onde radio, si spezza nel beat distorto dal mood tribale, si perde nel paesaggio surreale e liquido tra satelliti blippanti, urta dolcemente contro un sostrato onirico, erosivo ed etereo. È la soundtrack cybertech industriale di un fantastico film sci fi incapsulato nell'ampiezza infinita del cielo. (Elda Di Matteo)